Io, scrittrice di M/M

Ho letto un bel post stamattina che mi ha fatto venire voglia di dire la mia ūüôā Un post molto interessante scritto da un giovane autore di romanzi M/M che ha esposto chiaramente la sua opinione riguardo alle donne che scrivono M/M con un bellissimo “I didn‚Äôt give a fuck”.¬†

Secondo me,¬†il fulcro dell’intero discorso √® racchiuso in questa frase:

Any female author worth her salt should be able to portray characters outside of her own experiences. That’s what being a writer is all about, isn’t it?

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ESATTO!

Non mi sono mai nascosta dietro nomi neutri, né ho mai finto di essere un uomo che scrive M/M per essere accettata, principalmente perché poco mi interessa se qualcuno storce il naso per qualcosa che faccio. Se scrivo sotto pseudonimo è solo perché è una necessità legata a motivi lavorativi. Io sono quel che sono e scrivo quel che scrivo. Se a qualcuno non sta bene è liberissimo di non leggere.

Detto questo, però, non capisco perché ci siano persone che si arrogano il diritto di decidere chi può scrivere qualcosa e chi non può. Come dice Ashley John nel suo articolo: sei uno scrittore.  E in quanto scrittore dovresti essere in grado di raccontare personaggi che non siano solo quelli a te vicini.

Certo, una sostanziosa dose di ricerca e documentazione è consigliabile in ogni caso. Non ci si alza la mattina decidendo di scrivere M/M, magari non avendo nemmeno ben chiaro cosa sia. Ma questo vale per il genere M/M così come per qualsiasi altro genere.

Seguendo la¬†linea di ragionamento per la quale una donna etero non dovrebbe scrivere romanzi ¬†M/M, allora nessuno dovrebbe scrivere un romanzo storico a meno che non abbia vissuto nel periodo che vuole descrivere, perch√© si sa che le problematiche e gli eventi della vita¬†vengono percepiti in modo diverso in periodi storici diversi, quindi come si potrebbe sapere cosa pensa e sente un personaggio vissuto due secoli fa? E questo, per inciso, taglierebbe fuori anche gli autori M/M uomini, se mai volessero scrivere un M/M ambientato nell”800. Non regge, no?

Non accetto proprio che qualcuno mi dica che siccome non sono uomo e gay non capisco.

1 – l’amore √® amore, che sia etero o gay. E visto che ci battiamo tanto per l’uguaglianza, vediamo di impegnarci ad applicarla anche nei sentimenti. Non tollero¬†che mi si dica che non essendo gay non posso parlare di amore gay. Perch√©? Non fa forse battere il cuore allo stesso modo? Non credo proprio che i sentimenti abbiano un genere (l’ho fatto dire anche a uno dei miei personaggi e continuer√≤ a insistere su questo punto) e non penso proprio che scatenino reazioni diverse in persone etero e gay.

2 Рle scene di sesso che scrivo sono credibili e non ho mai infilato cose improbabili in orifizi inesistenti. Non siamo nati oggi e non viviamo sotto un sasso, siamo adulti, abbiamo conoscenti con cui parlare e anche se non li avessimo esistono libri da leggere e sì, anche scene educative da guardare. E un orgasmo è un orgasmo.

3 – se vogliamo focalizzare il discorso sulle problematiche “sociali”, direi che i problemi sono sotto gli occhi di tutti e sulla pelle di tutti. Se uno ha un briciolo di sensibilit√† √® in grado di parlarne. Se uno √® uno scrittore dovrebbe essere in grado di scriverne. E visto che¬†per fortuna¬†non ogni libro M/M deve parlare di¬†omofobia, che concordo essere¬†la problematica pi√Ļ specifica che una scrittrice donna etero non vive sulla propria pelle, altri¬†problemi – fisici, personali, emotivi, legati al sociale, e chi pi√Ļ ne ha pi√Ļ ne metta – sono¬†problemi. Punto. Un problema che pu√≤ essere percepito, vissuto e raccontato da chiunque, uomo e donna, etero e gay. E vorrei anche specificare che il romanzo M/M √® un romance. Non si propone di restare fedelmente ancorato alla realt√† e allo spaccato sociale per rappresentarlo¬†sotto¬†una fredda luce al neon da chirurgo. √ą romance. Vuol far soffrire e sognare allo stesso tempo. Sognare, soprattutto.

4 – la rappresentazione dell’uomo gay non deve essere per forza¬†univoca. Da quando in qua c’√® un identikit che rappresenta il modo giusto¬†in¬†cui descriverlo? Ribadisco quello che ho detto al punto uno. Uomo etero o uomo gay,¬†il comune denominatore √® la parola uomo. Non sono una monaca di clausura che ha sempre e solo vissuto con donne che non hanno contatto con la realt√† di ogni giorno. Vivo, respiro, interagisco con uomini da quando sono nata, etero e gay. E sono tutti uguali e tutti diversi. Quindi perch√© c’√® il timore che ci√≤ che noi donne scriviamo¬†non sia “realistico”? Ci sono uomini gay che trasudano virilit√† da ogni poro (non voglio insistere con Colby Keller, ma direi che √® l’esempio perfetto) e uomini gay che invece sono pi√Ļ¬†femminili negli atteggiamenti e nel modo in cui si presentano. Perch√© io dovrei scrivere solo di uomini gay rudi e forti? Ci sono, certo, ma ci sono mille altre sfumature umane che – ribadisco – sono presenti in ogni uomo e ogni donna.

 

Concludo dicendo che ho avuto la fortuna di ricevere dei feedback da lettori¬†– non solo lettrici – che si sono complimentati per come le mie storie siano realistiche e credibili. Quindi ecco, per tutti coloro che pensano che le scrittrici di M/M non siano adeguate al compito… aprite un po’ la mente.

E scusate la lungaggine XD

E.

glove

 

 

 

By Erin

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