Truth & Lies – capitolo X

Rieccomi! So che è passato tanto tempo dall’ultimo capitolo postato e mi dispiace, ma purtroppo per me i tempi di scrittura sono un po’ ristretti ultimamente. Vi ho promesso però che non vi avrei abbandonato e non lo farò.

Sto anche portando avanti le altre mie storie, lentamente, e spero di finirle in tempi non troppo lunghi per provare a proporle per la pubblicazione. Idem per quanto riguarda le versioni inglesi 🙂

Beh, direi che invece di raccontarvi cose inutili è meglio che vi lasci alla lettura 😉

Spero che vi piaccia come sta andando la storia!

CAPITOLO 10

Dopo che Sebastian ebbe messo a letto Lucy, Jake gli raccontò ciò che la moglie di Paul gli aveva detto, tralasciando i dettagli più fastidiosi così come gli insulti che ogni tanto le erano sfuggiti di bocca.

Nonostante la difficoltà di dover ripercorrere quella sgradevole conversazione, riuscire a condividerne il racconto e il disagio che ne era conseguito aiutò Jake a sentirsi meglio. Non aveva mai elaborato pienamente l’accaduto, né il lutto che l’aveva colpito. Il parlare con Sabine gli aveva fatto male, ma l’aveva anche costretto ad affrontare ciò che si era sempre rifiutato di affrontare.

Purtroppo, però, più parlava, più razionalizzava anche le implicazioni della loro discussione e più gli tornava alla mente il disprezzo che era scaturito dalle occhiate e dalle parole di Sabine.

Jake era stato l’amante di Paul.

Paul era stato sposato.

Paul era morto.

E lui si stava già facendo il nuovo collega come se la sua morte non fosse importante.

Razionalmente sapeva che non era così, ma ripensare alle parole di Sabine gli perforò il cuore come una cascatella di acido corrosivo.

Sabine aveva sottolineato ampiamente il fatto che Jake fosse uno stronzo superficiale. Non solo aveva rovinato un matrimonio – su questo ci sarebbe stato molto di ridire, ma non era il caso di discuterne con lei – e non aveva avuto il buon gusto di morire insieme al suo collega, ma ora lo stava già rimpiazzando come se niente fosse.

«Era sconvolta, è capibile. Credo che perdere un marito e scoprire anche una verità scioccante come quella che ha scoperto lei sia qualcosa che destabilizzerebbe chiunque,» sentenziò Sebastian alla fine della chiacchierata, stando seduto sul divano accanto a Jake. «Mi dispiace che fossi solo. Forse se fossi rimasto un po’ di più avrei potuto spalleggiarti in qualche modo.»

Jake lo guardò di sfuggita.

«No, meglio così. Ha già espresso un chiaro parere anche su di te.»

Sebastian aggrottò le sopracciglia e chinò un po’ il capo di lato.

«Su di me? Che parere può avere su di me se nemmeno mi conosce?»

Jake si schiarì la voce e fece spallucce.

«Diciamo che le ho detto che… non sei solo un collega, ecco.»

«Oh.»

«Sì, beh, non che potessi fare diversamente, dato che ti ha visto uscire dal mio appartamento e quando è arrivata ero ancora seminudo e la casa puzzava di sesso.»

C’era del rammarico nella voce di Jake? Sebastian arrossì leggermente e distolse lo sguardo, ma non disse niente.

«Ha insistito molto per sapere tutti i dettagli ed è stato… sgradevole,» continuò Jake passandosi una mano nei capelli. «E anche un po’ morboso.»

Sebastian allungò una mano sulla sua schiena e lo percepì irrigidirsi sotto il suo tocco. Che avesse cambiato idea su loro due? Forse le parole di Sabine avevano cambiato tutto. E se così fosse stato… poteva davvero biasimarlo?

«Cerca di non pensarci troppo,» mormorò ritraendo la mano.

«La fai facile tu,» ribatté Jake alzandosi di scatto dal divano. Sbuffò e si mise le mani sui fianchi. «Scusa, non so nemmeno perché sono venuto…»

Sebastian fece un piccolo sospiro.

«Perché sono il tuo collega e stai iniziando a fidarti di me? Perché quello che è successo tra noi ci ha legato un po’ più di prima? Jake, penso di aver capito che tipo sei, e di certo non mi aspetto che inizi a saltellare in tondo lanciando fiori per aria per la gioia di avermi nella tua vita, ma non puoi negare che tu stia contando su di me come io conto su di te.»

Jake aggrottò la fronte.

«Saltellare in tondo lanciando fiori? Che cazzo ti sei fumato?» ribatté, evitando così di dare una risposta precisa.

Sebastian scosse il capo con un sorriso esausto e Jake si passò le mani sul viso.

«Ok, ora è meglio che vada a casa. Grazie di… tutto. Davvero. Mi dispiace essere piombato qui senza avvisarti prima. Avevo bisogno di qualcuno che… Vabbè. E comunque… davvero, Lucy è deliziosa. Complimenti.»

Sebastian sorrise. «A questo punto una volta potrei invitarti a pranzo qui, così se ti va potresti aver modo di conoscerla un po’ meglio.»

«Uhm, vedremo… Ora vado. Grazie. Ci si vede domani,» bofonchiò Jake prima di aprire la porta e uscire.

Il solito vecchio, caro, dolce Jake.

Il sorriso di Sebastian si spense mentre lui chiudeva la porta, prima di appoggiarvi contro la fronte con un mezzo sospiro.

Un secondo dopo sentì un lieve picchiettio contro l’uscio. Sollevò il capo, stupito, e lo aprì, trovandosi di nuovo di fronte Jake.

«Hai dimenticato qualcosa?» chiese muovendosi come per voltarsi a guardarsi alle spalle.

La mano di Jake gli afferrò il viso e glielo rigirò nuovamente prima che le sue labbra reclamassero avidamente un bacio e la sua lingua oltrepassasse la naturale barriera della sua bocca.

Sebastian era così stupito che non poté far altro che mugolare per la sorpresa e ricambiare il bacio, tirandosi contro il corpo del compagno.

Sebastian non lo sapeva, ma Jake stava vivendo un momento di grande crisi interiore, era come se il suo cuore e il suo cervello stessero battibeccando a colpi di ragione e sentimento, di logica e passione. E nonostante Sabine avesse così brutalmente piantato il seme della sua discordia interiore, c’era una parte di Jake che sapeva che ciò che voleva non era sbagliato e sapeva che cercare di stare bene non era un peccato. E Sebastian lo faceva stare bene, nonostante tutto. Lo faceva sentire vivo.

Dopo alcuni secondi passati a mordergli e succhiargli la bocca, Jake si staccò e si passò una mano nei capelli.

«Uhm… sì, magari un giorno vengo a pranzo. Buonanotte, allora,» mormorò prima di uscire di nuovo e avviarsi a grandi passi lungo il corridoio, lasciando Sebastian con un sorriso inebetito sul volto.

«Buonanotte, Jake.»

 

***

 

Rivera se ne stava beatamente sdraiato a bordo piscina, assaporando il profumo degli alberi di magnolia e il sole caldo che gli accarezzava la pelle.

Alloggiava in una bella villa al confine con il Messico, di proprietà di un traficante che aveva aiutato in passato e che aveva spostato i suoi affari in Russia. Non si erano mai visti di persona, ma Rivera aveva un grosso credito da riscuotere nei suoi confronti e una casa sicura, per di più lussuosa, gli era sembrata una ricompensa adeguata e molto gradita. Al pacchetto erano state aggiunte anche un paio di guardie del corpo, spedite come regalo proprio dalla Russia. Non parlavano una parola di inglese, anche se lo capivano, non sapevano nemmeno chi fosse il loro attuale capo, ma erano delle perfette macchine da guerra.

Rivera aveva un piccolo sorriso sulle sue labbra, un sorriso freddo, così come lo era l’espressione dei suoi occhi, nascosta dagli occhiali da sole. Aveva appena letto per l’ennesima volta l’articolo che parlava dell’esplosione nel vicolo dove avevano perso la vita alcuni spacciatori, Paul Walker, e dove il detective Jake Malloy era rimasto ferito.

Doveva ammettere che nonostante il ferimento di Malloy fosse stato completamente fortuito, grazie alla sua geniale idea aveva fatto piazza pulita di un bel po’ di concorrenza e allo stesso tempo si era assicurato un futuro.

Si rilassò contro lo schienale della sdraio e lasciò vagare la mente, ripensando a quel giorno e al suo colpo di genio.

Aveva pensato a tutto, aveva calcolato ogni minima cosa…

Improvvisamente, il sorriso che aveva sulle labbra si congelò. L’uomo scattò a sedere e iniziò a respirare a fatica, il cuore che gli batteva nel petto come un tamburo, la pressione che si fece quasi insostenibile nella testa. Si era appena reso conto di aver fatto un minuscolo errore. Aveva tralasciato un piccolissimo particolare che poteva rivelarsi fatale.

Doveva sistemare le cose il prima possibile, prima che quel piccolissimo particolare facesse crollare tutto il suo castello di carte.

 

 

By Erin

Previous Post

Next Post

0 comment

  • dany57

    20 settembre 2013 at 17:02

    Accipicchia Erin, dopo aver letto su Sfogliastorie che avresti messo prestissimo un altro capitolo, sono venuta a vedere e grazie per la bella sorpresa!
    La storia mi piace sempre di più e mi auguro di leggere presto altri capitoli.
    Adoro Sebastian con la sua dolcezza e Jack con i suoi tormenti; mi piace tanto come scrivi e spero pubblicherai un romanzo o una lunga storia. Complimenti e continua così.
    Ciao
    Dany57

    1. Erin

      21 settembre 2013 at 7:57

      Grazie a te di essere sempre così gentile e presente.
      Mi dispiace avervi fatto aspettare così tanto e spero non accada più.
      Mi fa anche tanto tanto piacere che la storia e i personaggi continuino a piacerti <3
      Grazie mille!

  • Francy

    20 settembre 2013 at 20:22

    Eh no! Non puoi fermarti così, ora sono in ansia! Cosa ha dimenticato Rivera, eh?
    Complimenti, tesoro! Splendido capitolo, si è fatto attendere ma è stato tempo ben speso. Amo Jake e faranno un monumento a Sebastian, prima o poi!
    Baciottolo <3

    1. Erin

      21 settembre 2013 at 7:56

      Ehhhh cosa ha dimenticato… se te lo dico svelo tutto u.u
      Spero di riuscire a scrivere un altro capitolo quanto prima <3
      Grazie di tutto <3

  • realpandora

    21 settembre 2013 at 11:47

    Sabine… Non so perchè, ma ho l’impressione che la rivedremo e che il danno fatto all'”anima” di Jake avrà delle conseguenze.
    Hmm… Cosa può aver dimenticato Rivera… *Anxious*
    C’è voluto un po’ per avere questo capitolo, ma direi che ne è veramente valsa la pena aspettare.
    Sono d’accordo con Francy. Amo Jake e Sebastian è un santo… XD
    Baci baci!

  • Romy73

    9 ottobre 2013 at 10:39

    Ma nooooooooooo….proprio sul più bello…Amo sia Jake che Sebastian..così diversi tra loro,ma forse proprio per questo si completano…
    Letto anche Jerry è meglio…troppo divertente

    1. Erin

      26 ottobre 2013 at 19:13

      Romy! Non so come sia possibile che mi sono persa questo commento O_O
      Grazie mille del commento!

  • babyve310

    30 ottobre 2013 at 7:48

    Ho finito di leggere ieri sera ma era troppo tardi per lasciarti due paroline…..
    VOGLIO IL PROSSIMO CAPITOLOOOOOOO
    questa storia è bellissima e Jack e Seb sono davvero fantastici…… e sabine? mmmm per me trama qualcosa
    Aspetto impaziente il prossimo capitolo…. e intanto ti dico BRAVISSIMA 🙂

    1. Romy73

      30 ottobre 2013 at 19:53

      Mettiti in fila Baby..

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *