[Italian post] Di traduzioni, beta reader, case editrici e self publishing

Buongiorno,

oggi sono qui con un post tutto italiano per esporvi alcune mie perplessità e comunicarvi (anche se la cosa non vi tange XD) la mia decisione definitiva di ricorrere all’auto pubblicazione per le mie storie (sia in inglese che in italiano).

Il perché… ve lo spiego subito.

Io sono una traduttrice inglese/italiano – cosa che a tutti gli effetti è diventato il mio secondo lavoro insieme alla correzione di bozze e altre amenità per una casa editrice americana – quindi diciamo che dalle mie mani passa una notevole quantità di libri.

Tradurre dall’italiano all’inglese, invece, mi risulta un po’ più ostico, più che altro per il solito maledetto ordine delle parole e per qualche mia ignoranza qua e là.

Ben sapendo però che il genere M/M è di certo molto più diffuso oltreoceano, mi sono data da fare e ho tradotto in inglese due delle mie storie originali: 63.000 parole una e 48.000 l’altra. Direi che è una bella botta di lavoro.

Il primo grosso intoppo a questo progetto è stato non riuscire a trovare un beta reader madrelingua che potesse aiutarmi a sistemare gli errori nella traduzione. Non so se vi siete mai trovati in questa situazione, ma per me il Graal sarebbe stato più facile da trovare.

O meglio, ne ho trovati cinque, tutti dispostissimi ad aiutarmi, tutti meravigliosamente gentili, tutti “non preoccuparti, ci penso io”, che sono spariti regolarmente nel giro di qualche giorno e che non ho più sentito (non mi stupirei di vedere i primi due capitoli della mia storia usati da qualche parte…). La serietà e la correttezza sono un optional in tutto il mondo, a quanto pare.

Comunque, dopo mesi, finalmente trovo una beta reader che non svanisce nel nulla, mi corregge il manoscritto, si complimenta con me per la storia e l’inglese – ovviamente per non essere madrelingua la cosa mi manda in un brodo di giuggiole – e così mi armo di coraggio e sottopongo la storia a una casa editrice.

Risposta: Respinto. Motivazione: mi spiace ma l’inglese non è abbastanza “inglese”.  O_O

Ora le cose sono due… o la mia beta reader non sa la sua stessa lingua – cosa che comunque se si parla di inglese americano comincia a farmi venire qualche dubbio – oppure la casa editrice non si è presa nemmeno la briga di leggere. (Premetto che mi presento sempre come italiana quale sono – purtroppo, direi).

Ma non mi scoraggio e trovo, grazie a uno scrittore M/M che io adoro e che ha un particolare amore per me, una persona che si offre di fare un ulteriore giro di proofreading ed editing sul mio testo, una persona che scrive, oltretutto. Ammetto che il suo lavoro è più preciso e completo. C’erano alcune cose che potevano essere migliorate, le ho sistemate e di nuovo mi viene detto dalla PR che è un buon lavoro. Sono pienamente soddisfatta del risultato.

Bene, mi armo di pazienza e mando il manoscritto modificato ad altre due case editrici. Gli esiti sono i seguenti:

1° casa editrice – Mi risponde dopo UN GIORNO dicendomi di far fare un altro giro di proofreading al mio testo.

2° casa editrice – Ha voluto solo i primi tre capitoli del libro e mi risponde che l’idea è davvero bella (e qui l’inglese pare andare alla perfezione) ma mi rifiutano il testo perché i miei personaggi, per una storia ambientata nel 1963, sono troppo a loro agio con la loro sessualità.

Ne traggo due conclusioni, nello specifico riferite alle due risposte ricevute.

1° casa editrice) Non mi dite che avete letto il manoscritto in un giorno perché non ci credo, ma anche se aveste i super-poteri NON CREDO che dopo la seconda correzione sia talmente pessimo da non venire accettato. Considerando poi che la seconda casa editrice sopra citata non ne ha fatto menzione. E poi non ditemi che i vostri scrittori li pubblicate così come sono perché non ci credo. (O forse sì, vista la scarsissima qualità di alcuni libri…)

A tale riguardo… ricordate che vi ho detto che lavoro anch’io nel campo dell’editoria? Ecco, non potete immaginarvi COME alcuni di questi scrittori – alcuni dei quali inspiegabilmente famosi e di ‘successo’ – scrivono i loro romanzi. E se consideriamo che la versione che leggiamo DOVREBBE essere quella editata, beh… comincio ad avere seri dubbi su come potesse essere PRIMA e sulle capacità di editing e valutazione degli addetti. Che poi l’inglese sia una lingua “inesatta” comincio a crederlo davvero. Forse in base a chi lo legge le regole cambiano, forse ciò che è giusto per uno è scorretto per altri, perché altrimenti davvero non mi so spiegare la ragione per la quale per una casa editrice una cosa è corretta e per un’altra no. O forse non c’entra l’inglese. C’entra che IO non sono inglese.

2° casa editrice) Ok, a prescindere dal fatto che la storia è incentrata sulla mancata accettazione dell’omosessualità nel 1963 da parte DEL MONDO, spiegatemi perché io dovrei scrivere di due ragazzi pieni di seghe mentali. io HO scritto storie del genere, (la seconda, Unexpected, è proprio incentrata su questo), ma se io voglio che siano due ragazzi sereni – ricordiamoci che il 63 è a soli 5 anni dal 68 e penso che forse un paio di persone felici di essere ciò che erano magari si trovavano – gradirei poterlo fare.

Avrei piuttosto accettato il fatto che mi avessero detto che è una storia ‘all’acqua di rose’, soprattutto nella parte iniziale, ma in privato vi passerei volentieri titoli di libri che non sono solo all’acqua di rose, ma sono proprio annacquati in ogni senso, scarsi e orribilmente scritti eppure pubblicati e PURE best-sellers.

Che italiani e americani abbiano gusti diversi penso che sia una cosa nota ai più, ma qui sfioriamo davvero il bianco e il nero.

Quindi, basta. Avrei ancora 4 o 5 nomi di case editrici M/M americane, ma non ci provo nemmeno. A dire il vero penso che la mia storia sia godibile e carina, quindi procederò con l’autopubblicazione.

Farò lo stesso anche in italiano perché qui la situazione è ancora peggiore visto che non esiste una casa editrice che pubblicherebbe una storia simile. Troppo semplice e poco aulica per un editore raffinato.

Qui da noi, raccontare una semplice storia d’amore sembra passato di moda… o ci si deve mettere un palo nel sedere per essere quindi degni di venir accettati dalla crème della crème della raffinatezza intellettuale, o il sedere lo si deve dar via in tutte le possibili sfumature di grigio.

Facciamo che tralascio i pali e cammino per conto mio.

Per chi avesse voglia di guardarsi questo meraviglioso episodio di Cold Case in inglese… riguarda l’amore gay nel 1964. Tralasciando il dramma, che comunque viene dal MONDO ESTERNO… Toh, un giocatore di baseball a proprio agio con la sua sessualità. Toh, un club con travestiti e coppie gay. Toh, sono felici -.-”

By Erin

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  • g2-204e282890b675f41836d52d77dccad4

    20 gennaio 2013 at 15:30

    Avendo letto le tue opere e avendo letto quello che viene pubblicato in giro, mi viene da pensare che tu sia troppo brava. Le motivazioni per cui ti hanno rifiutato mi lasciano basita; forse ti etichettano davvero come non inglese fin dal principio.
    Pubblica pubblica, io sono qui a dare sostegno! <3

    1. Erin

      20 gennaio 2013 at 15:31

      Grazie, tesoro! Per me conta moltissimo il tuo supporto <3
      Ce la farò!

  • queenseptienna

    20 gennaio 2013 at 15:45

    Ti pubblico io, come ho già detto su Twitter.
    E alle due CE M/M che conosciamo fin troppo bene dì di infilarsi un palo su per quel posto e________e

    1. Erin

      20 gennaio 2013 at 15:53

      Sei un amore! Grazie infinite! Devo riportarlo tutto in italiano ma poi te lo mando <3

      E sì, direi che è un'ottima soluzione -.-"

  • River Collar (@RiverCollar)

    20 gennaio 2013 at 16:41

    Ugh mi spiace 🙁
    Innanzitutto le risposte delle tre case editrici in questione mi sembrano decisamente idiote, ognuna per i suoi motivi.
    Concordo però su un fatto: avendo studiato traduzione, so quanto sia grande il problema del “testo scritto da madrelingua”. Tanto che, solitamente, si consiglia di evitare di far tradurre un testo a un traduttore non madrelingua (esempio: lettera in inglese da tradurre in spagnolo, da far fare esclusivam a uno spagnolo, mai a un inglese che sa lo spagnolo. Poi anch’io ho tradotto testi da ita a spa o da ita a ing, ma ecco, stando a questo principio, non avrei dovuto XD). Questo perchè, per quanto bravo e preparato possa essere uno straniero (e per straniero intendo chiunque non sia madrelingua per la lingua in questione, nel nostro caso l’inglese), non arriverà mai a un livello di scioltezza e sicurezza di un madrelingua. Poi magari grammaticalmente scriverà più corretto del madrelingua stesso (è facile trovare testi di uno straniero che scrive ita scritti meglio di un testo scritto da un italiano), ma non vive in quel mondo, “in quella lingua”. Probabilmente il suo testo sarà ipercorretto, ma carente di slang, modi di dire, metafore che verrebbero usate nella lingua quotidiana da un madrelingua. Non so assolutamente come sono scritti i tuoi due testi in inglese, ma ipotizzo che sia stato proprio questo che “non gli quadrava”. Forse si percepiva che erano scritti da uno straniero. Il proofreader ovviamente ti può dire se una parola è sbagliata, ecc, ma non può riscrivere il testo aggiungendo tutti quegli elementi che dicevamo (certo potrebbe farne notare la mancanza però).
    Detto ciò, son sicura che i tuoi libri siano migliori di almeno la metà di libri americani che girano XD (e non solo M/M).
    Non so come sia la situazione del mercato M/M italiana (ma l’immagino, purtroppo), ma secondo me dovresti puntare prima alla pubblicazione in italiano. Il nostro Paese, si sa, non è ancora ‘pronto’ per questo genere di storie, ma a parer mio si sta smuovendo parecchio il settore. Coi contatti giusti, potresti avere sorprese *_*
    Tutto ciò, ovviamente, IMHO. Magari qualcun altro la pensa esattamente all’opposto.

    ps. per curiosità, il fatto di non trovare revisori, era dato solo alla loro “sparizione” quasi immediata e poca serietà, o è proprio stato difficile trovare qualcuno che in US sapesse bene l’italiano? Son curiosa…

    Forza e coraggiooooooooooo :******
    (una lettrice ce l’hai di sicuro u.u)

    1. Erin

      20 gennaio 2013 at 17:24

      Grazie tesoro *-*
      Sì, le risposte sono MOLTO idiote. Tutte e tre. Io resto comunque dell’idea che un po’ prevenuti lo siano. Secondo me preferiscono mandare avanti i loro scrittori invece di quelli ‘stranieri’.
      Riguardo al fatto di tradurre, sono d’accordo con te… non sarà mai come qualcosa scritto da un madrelingua (anche se pure in questo caso, ti dirò, non so se è un bene o un male. A volte leggo cose che fanno paura. Ti manderò un pezzo di un libro pubblicato, scritto da un americano… rabbrividirai XD).
      La seconda persona che mi ha corretto mi ha aiutato molto con l’ordine delle parole e penso che ora la traduzione sia buona a sufficienza (la terza casa editrice infatti non ha detto niente in merito), ecco perché ho preso in considerazione l’auto pubblicazione in inglese.
      Per la versione italiana ci devo lavorare… purtroppo metà libro l’avevo scritto direttamente in inglese XD Però sì, magari la mando a qualcuno *-*

      Riguardo al revisore… a me serviva un americano che mi correggesse la mia traduzione in inglese… Avevo cercato anche su LJ (una era proprio della community beta readers) ma alla fine nessuno serio a sufficienza per portare avanti un lavoro. Una, sempre su LJ mi ha chiesto di comprarle un po’ di icone su LJ in cambio. Beh, prima magari inizia a lavorare, poi ne parliamo. Ovviamente anche lei è sparita.

      Grazie di cuore per il tuo supporto! <3

  • Emanuela Graziani

    20 gennaio 2013 at 17:59

    Ero già a conoscenza della maggior parte delle tue “disavventure”, e come ti avevo detto anche in privato, probabilmente autopubblicarti è la soluzione migliore, anche se ovviamente ti lascia l’amaro in bocca perchè i tuoi romanzi sono molto ben scritti e godibili, e il trattamento ricevuto non è stato dei migliori, anzi… anche a me è successo di essere “snobbata” a volte per come scrivevo in inglese, quando magari pubblicavo delle fanfic su livejournal che magari avevano la metà dei like e dei commenti rispetto ad altre che a livello di trama erano assai peggiori (e anche io mi facevo betare eh!) oppure quando ruolavo, sempre in inglese… quindi boh, probabilmente un po’ (tanta) di puzzetta sotto al naso ce l’hanno!

    Spero che riuscirai a ottenere il successo che meriti con le tue storie <3

    1. Erin

      20 gennaio 2013 at 18:27

      Grazie del supporto, tesoro.
      Sì, io sono convinta che qualcosa che non gira, c’è…
      Dopo la seconda correzione è davvero ben rifinito, quindi non mi spiego le loro motivazioni.
      C’è una sorta di “sufficienza”, nonostante sarebbe meglio che si guardassero per bene in casa loro.

      Ancora grazie di cuore <3

  • cuoreterso

    23 gennaio 2013 at 18:28

    Come ti ho detto in privato mi occupo di distribuzione editoriale,
    comprendo chiaramente le difficoltà che tu possa aver incontrato.
    Purtroppo le logiche di mercato lasciano dei cassetti di autori vinti dalla frustrazione opere degne di essere lette.
    Onestamente facendo questo tipo di lavoro da ben 15 anni ho preso coscienza che ciò che leggiamo non sempre è ciò che vogliamo leggere, ma ciò che gli “Eletti” decidono farci leggere!
    Ovvio certo ci sono le eccezioni, libri che non leggerei neanche regalati come la sopra velata citazione di “… sfumature…” finisce per diventare best!
    L’auto-pubblicazione ad certo punto diventa l’unica strada, anche se c’è chi storce il naso.
    Sostenendo che “Se è a pagamento non è editoria”.
    Beh! Se è editoria propinare libri mediocri preferisco la non editoria!
    Inutile dirti che hai il mio sostegno incondizionato. ^.-

    1. Erin

      23 gennaio 2013 at 19:20

      Ti ringrazio moltissimo per il tuo commento e per la comprensione.
      Sei dolcissima <3
      Proprio oggi ho trovato una soluzione alternativa 😉 Te ne parlo tra poco via messaggio!

      Comunque sì, c'è una bella 'mafia letteraria' anche qui da noi, c'è poco da dire.
      Un abbraccio e grazie di tutto! <3

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