Blog post

Doveva essere un addio e invece (ancora) no. Progetti (e abbandoni) per il futuro.

(Post un po’ lungo… Grazie a chi arriverà alla fine!)

Quanto tempo era che non scrivevo sul mio blog? Tanto. Ed è tanto anche il tempo che ho passato senza scrivere.

Fare un lavoro che impegna una media di dieci ore al giorno a lavorare su testi altrui mi ha impedito per molto tempo di riuscire a trovare la forza – e le parole – per fare qualcosa per me. E avevo deciso di smettere di scrivere. Seriamente e definitivamente. Alcune di voi lo sanno e ringrazio tutte per il calore e l’appoggio morale che ho ricevuto in questi mesi.

Semplicemente volevo fare un post per salutarvi tutti e mandare Erin in pensione. Erin c’è da tanto, da sempre si potrebbe quasi dire, anche se la mia produttività è ridotta all’osso, e devo dire che mi spezzava il cuore l’idea di rinunciare a lei, anche se lo facevo a favore di tutti gli altri miei “bambini”.

Non ho più scritto nemmeno una parola per quasi un anno, praticamente.

Però non ho mai fatto il post di addio, perché pensavo che forse fosse il caso di sparire semplicemente nell’ombra, sprofondare nel dimenticatoio dove comunque già mi trovo da un po’, lo so, ma con serenità.

E poi… poi mi sono resa conto che ci sono delle storie che vogliono essere raccontate. E ho deciso che questo agosto mi servirà per ritagliare per me stessa il tempo che per moltissimo tempo mi sono negata.

Progetti

C’è soprattutto una storia che mi sta impegnando molto in termini di ricerca e orchestrazione della trama, perché non è solo una storia d’amore ma è un intreccio di accadimenti che dovrà culminare con la strage di San Valentino a Chicago nel 1929.

So che ve ne ho già parlato, ma sono felice di aver finalmente trovato il modo di far incastrare tutti gli eventi in modo che influiscano nel modo giusto sui personaggi e diano un senso alla loro azioni. Perché che sono maniacale quando scrivo un po’ si sa. Tutto deve tornare, ogni azione deve avere un senso, ogni personaggio deve essere motivato da qualcosa. E finché non trovo per tutti quel qualcosa, è inutile che mi metta a scrivere. Per me non esiste “andare a braccio” (anche se è naturale che quando si scrive ci siano momenti in cui i personaggi partano un po’ per la tangente e tu debba inseguirli).

Questa storia è in ballo da ben quattro anni e credo di avere il dovere di concluderla. Per me e anche per voi. Ci sto mettendo l’anima, sia perché questi personaggi – quattro stavolta – hanno il diritto di vedere la luce, sia perché è una storia diversa, impegnativa, una sfida che non voglio perdere in partenza. Sarò al settimo cielo se piacerà, ma sarò anche solo felice di averla conclusa.

Conoscerete il freddo e rigido Jimmy, che mi ha rubato il cuore fin dalle prime parole, lo squilibrato mafioso irlandese Henry Finn, il pacato e forte detective David Sheena, e il dolce cucciolo prostituto Martin.

Li leggerete, ve lo prometto. E considerando che in pochi giorni ho scritto più di 5.000 parole, direi che potrebbe avvenire in un futuro non troppo lontano <3

Nei prossimi giorni magari vi darò qualche anticipazione!

Abbandoni

Nel frattempo, però, ho deciso di modificare il mio approccio al mercato estero. Ci ho pensato molto e, devo essere onesta, per quanto sia felice di poter dire che i miei libri sono disponibili in cinque lingue, non sono poi così convinta che sia un strada da continuare a percorrere, non per me e perlomeno non in tutte le lingue. Sapete che non mi sono mai nascosta né ho mai inventato risultati dove non c’erano, quindi vorrei chiudere questo post con altrettanta franchezza.

Le soddisfazioni maggiori me le hanno date Francia e Spagna, e lì, compatibilmente con l’interesse di CE e lettori, potrei continuare.

Diverso è il discorso per USA e Germania. Ci ho riflettuto a lungo e la decisione è stata presa a fronte di considerazioni fatte dai lettori. In Germania è stato consigliato al traduttore di cambiare lavoro e negli USA, con entrambe le CE, ci sono stati lettori che hanno indicato il testo buono ma troppo rigido da leggere, troppo innaturale.

Tengo a sottolineare che queste mie parole non sono un puntare il dito contro le CE che gentilmente hanno deciso di pubblicarmi, ma è un dato di fatto che in entrambi questi paesi siano sempre stati fatti appunti a come il testo era stato tradotto (potrei capire Eri come sei, l’avevo tradotto io, anche se l’editing comunque è stato fatto dalla CE. Ma sia per The Scar che Elias ho pagato per farlo tradurre). Lavorando nell’ambito delle traduzioni, ed essendo io stessa traduttrice, so che la cosa a cui fare più attenzione – oltre alla correttezza della traduzione in sé, ovviamente – è lavorare sul testo in modo che i lettori si rendano conto il meno possibile – o per nulla – di trovarsi davanti a un testo tradotto. Ci sono traduttori più legnosi, altri più “scorrevoli”, ma trovare recensioni – soprattutto il giorno d’uscita e dopo che il manoscritto è stato rivisto da cinque madrelingua – in cui si dice che il testo è innaturale, rigido, ecc. beh, non invoglia a continuare su questa strada.

Anche perché voi, che mi leggete da anni, credo sappiate che il mio italiano è tutto fuorché rigido.

Forse non sono stata particolarmente fortunata io in termini di traduttori ed editing, so che altre hanno avuto esperienze molto soddisfacenti e sono felice per loro ma, con la massima serenità, ho deciso di lasciar perdere per il momento queste due lingue (anche perché se ti bruci all’inizio poi fatichi a recuperare e il mio tempo è talmente risicato che non avrei nemmeno la forza di tentare di recuperare il terreno).

Mi concentrerò di più sui miei lettori italiani, se mai riuscirò a mantenere il ritmo di scrittura, e se Francia e Spagna continueranno a volermi, anche sui loro 😀

Un abbraccio a tutti!

 

 

 

 

By Erin

Previous Post

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *