Una sbirciatina a “Eri come sei”

Buongiorno a tutti 🙂

Come avevo anticipato nell’ultimo post, sono qui a postare un pezzettino di “Eri come sei”. Non è stato facile scegliere quale.
Alex e Daniel sono due personaggi un po’ particolari, soprattutto Alex. Anzi, assolutamente Alex.
La storia ruota principalmente attorno a loro ovviamente, ma Alex è quello dei due che compie una sorta di cammino interiore che lo porta dal punto A al punto B. Quindi ero indecisa se prendere un pezzo di Alex versione A o Alex versione B. Ho optato per Alex versione A, ma in uno dei momenti in cui la versione B si intravede sotto la scorza. 🙂

Spero vi piaccia.

(Alex ha sfidato Daniel a correre. Daniel corre abitualmente. Alex mai, ma ovviamente è un testone.)

ps: ho messo (…) perché in quel punto c’è un cambio di POV ma avendo impaginato il testo come ‘quote’ non mi tiene lo stacco del paragrafo.

La mattina seguente, Alex dovette trascinarsi fuori dal letto all’alba per usare il bagno. Sentiva le palpebre pesanti e quasi cadde in avanti quando inciampò in un paio di scarpe in corridoio. Non indossava né lenti né occhiali. Era così assonnato… e cieco come una talpa. Si buttò sotto la doccia e fece un salto quando l’acqua fredda lo colpì. Non gli importava che avrebbe sudato di lì a pochi minuti, aveva bisogno di svegliarsi.
Era stranamente eccitato. Non era sicuro se fosse per Daniel o per la sfida ma, considerando che non aveva mai amato correre, forse Daniel aveva qualcosa a che fare con quell’eccitazione.
Infilò i pantaloni della tuta, una maglietta e le sue scarpe da ginnastica, mise le lenti a contatto e andò in soggiorno, dove trovò il suo coinquilino già seduto sul divano ad aspettarlo.
«Stai scherzando, vero?» furono le prime parole che gli uscirono dalla bocca.
Daniel sorrise e fece spallucce. «No,» rispose alzandosi dal divano. «Te l’avevo detto che avresti avuto problemi ad alzarti così presto.»
«Non è vero,» ribatté Alex testardo.
«Come vuoi, ma hai gli occhi cerchiati di rosso. Poveretti.»
«Sei sempre così spiritoso la mattina? Perché questa potrebbe essere l’ultima volta che accetto di incontrarti prima di un’ora decente.»
Daniel ridacchiò e si avviò verso la porta. Si fermò poco prima di aprirla e si voltò a guardare Alex.
«Solo una domanda. Toglimi una curiosità.»
«Spara.»
«Perché lo fai? Insomma, è un grosso sforzo per te e non lo sto dicendo per prenderti in giro. Lo vedo.»
Alex si leccò le labbra e deglutì nervosamente perché non sapeva che risposta dare a quella domanda.
«Non rifiuto mai una sfida,» rispose piano.
«Certo, perché ora sono io quello che ti ha sfidato,» ribatté Daniel scettico.
«Ho appena aggiunto fastidioso alla lista di cosa che devi evitare di essere la mattina presto, grazie.»
Daniel, questa volta, rise di cuore, poi entrambi uscirono dall’appartamento.

(…)

Si avviarono verso il parco, a due isolati dalla loro abitazione, e iniziarono correndo piano, per riscaldarsi un po’. Daniel aveva un’andatura fluida e regolare: era abituato a correre e amava farlo. Respirava correttamente e le sue braccia si muovevano in perfetta sincronia con le gambe.
Il corpo di Alex, invece, si stava rifiutando di cooperare. Il suo passo non era per niente regolare e men che meno fluido. Dopo qualche minuto stava respirando affannosamente, però non disse nulla.
Daniel gli lanciava un’occhiata di tanto in tanto, ma non voleva offenderlo facendogli notare i suoi problemi. Continuò a correre, godendosi la sensazione dei muscoli che iniziavano a sciogliersi e dei polmoni si aprivano all’aria. Si perse nei suoi pensieri e iniziò a riflettere sul cambiamento nel comportamento dell’amico che gli correva a fianco, e sorrise.
Dopo alcuni minuti, si voltò di nuovo a guardare ma non vide nessuno. Si fermò di botto e si girò completamente, notando Alex molto indietro sulla pista, che camminava tenendosi una mano sul fianco. Sorrise e corse verso di lui, fermandoglisi di fronte.
«Penso che questo possa definirsi abbandono della gara.»
«Sai una cosa? Mi ricordi tanto il Grillo Parlante.»
Daniel rise e fece cenno verso una panchina non troppo distante. «Sediamoci per un po’, ok?»
Alex mugugnò qualcosa in risposta e poi tossì, sedendosi vicino a lui.
«Come stai?» chiese Daniel, appoggiando la mano calda sul ginocchio dell’amico, stringendolo piano.
Alex si tese immediatamente, però non si scostò. «Sto bene. Penso. I miei polmoni non sono d’accordo ma sopravvivrò. Spero.»
«È perché fai vita sedentaria.»
«Grillo Parlante.»
«Hai intenzione di chiamarmi così ancora per molto?»
«Per tutto il tempo che ne avrai bisogno.»
«Non ne ho bisogno.»
«Nemmeno io di sentire i tuoi saggi suggerimenti.»
Daniel iniziava a trovare intrigante e divertente quel continuo stuzzicarsi a vicenda.
«Sono sicuro che lo apprezzerai a lungo termine,» scherzò, dandogli una gomitata leggera.
«Lo dubito,» replicò Alex aprendo una bottiglia d’acqua.
Restarono in silenzio per qualche minuto, respirando l’aria fresca, sentendo il sudore asciugarsi sulla pelle.
«È bello stare qui,» disse finalmente Daniel. «È la prima volta che non sono qui da solo ed è… bello.»
«Già,» rispose Alex con tono assente. Poi si voltò a guardarlo, incontrando il suo sguardo. Lo sostenne per alcuni istanti prima di distogliere l’attenzione e prendere un altro sorso dalla bottiglia.
«So poche cose di te,» mormorò Daniel, appoggiandosi contro lo schienale della panchina, fingendo che quello scambio di sguardi non gli avesse causato degli scompensi interiori.
«Non c’è niente di davvero interessante in me,» ribatté subito Alex.
«Oh, ti sbagli. Tu per me sei interessante. Direi che sei un… enigma.»
Alex sollevò un sopracciglio e sorrise con aria incuriosita.
«Enigma?»
«Sì. Continui a cambiare atteggiamento. A volte sei scontroso e mi eviti, mentre a volte, come ieri… o oggi… non sei poi così male.»
«Oh, grazie. Non sono poi così male. Tutto qui?» Le guance di Alex si arrossarono lievemente e lui si chinò per allacciarsi i lacci delle scarpe.
«A dire il vero sei molto più che non male.»
Le parole di Daniel erano poco più di un sussurro, ma Alex evidentemente le sentì perché si voltò a guardare il suo coinquilino per un istante, prima di sorridere dolcemente.
«Grazie,» rispose. «Anche tu… presumo.»
«Presumi?» Daniel sorrise.
«Un passo alla volta, Danny, ok?»

Ecco fatto. Spero che il pezzettino vi abbia invogliato a saperne di più di Alex e Daniel 🙂

Prossimamente posterò due recensioni:
Shades of Gray di Brooke McKinley – http://www.amazon.com/Shades-Gray-Brooke-McKinley/dp/161581079X
Nuvole di S. M. May – http://www.triskellevents.org/edizioni/prodotto/nuvole-s-m-may/

Buona giornata a tutti!

By Erin

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0 comment

  • Romy73

    14 novembre 2013 at 11:43

    Ma daiiii..non si fa così =(…la cosa si stava facendo molto interessante…
    Amo i battibecchi di coppia …sono divertenti eheheh
    Il giorno che uscirà…mi metterò seduta, TUTTO IL GIORNO, sul divano e non smetto di leggere fino a che non l’ho finito!!

    1. Erin

      18 novembre 2013 at 8:19

      Awww hai detto una cosa bellissima! Allora quando lo leggerai resterò appiccicata al monitor per aspettare i tuoi commenti *.*

  • Romy73

    18 novembre 2013 at 11:25

    Mhm…fossi in te non sarei così ansiosa di leggere il mio commento…se mi piacesse potrei arrivare a scrivere alla Triskell ..e stressarli fino a che non esce una nuova storia..allora saresti costretta a scrivere il doppio per mantenere il ritmo ahahahahha

    1. Erin

      18 novembre 2013 at 12:18

      LOL! *trema*

  • Romy73

    18 novembre 2013 at 12:22

    Paura eh? E fai bene Muahahahah

    1. Erin

      18 novembre 2013 at 12:38

      Abbastanza XD

  • Romy73

    11 dicembre 2013 at 22:08

    Mancano poche ore..e sarà miooooooooooooooooooooooooo

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