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La scelta del cognome “Keller”

Sono rimasta stupita, un giorno, quando uno di voi mi ha detto che credeva che il mio cognome fosse davvero Keller. Mi piacerebbe tantissimo, davvero, ma non è così.

Quando ho deciso di far nascere Erin, mi serviva un cognome, ma non ne volevo uno scelto a caso, volevo qualcosa che mi rappresentasse. E non c’è voluto molto per arrivare alla conclusione che Keller fosse a tutti gli effetti quello giusto per me. Perché Keller è un cognome di origini irlandesi ed è una costante della mia vita sin da quando ero piccola.

Tutto è iniziato da bambina, quando ho visto il film “Anna dei miracoli” e sono venuta a sapere dell’esistenza di quella splendida creatura di nome Helen Keller. Cieca e sorda e diventata scrittrice e insegnante. Una donna incredibile. Un film stupendo e intenso. La prima Keller di una lunga lista.

Dopo qualche anno, ho ritrovato Helen Keller rappresentata in uno dei miei cartoni animati preferiti “Il grande sogno di Maya”. E l’hanno resa così bene… Credo in effetti sia una delle “interpretazioni” di Maya che mi è piaciuta di più (insieme alla bambola).

Poi è arrivato il momento delle serie TV.

Sono una “serializzata” da sempre, praticamente, e una delle mie prime – e intense – cotte televisive è stato Steve Keller, interpretato da Michael Douglas ne “Le strade di San Francisco”.

Si fa poi un netto salto in avanti e si arriva alla scoperta di quella perla che è “OZ“. E chi era il mio personaggio preferito? Ovviamente Chris Keller, interpretato dal meraviglioso Christopher Meloni. Un sociopatico di prima categoria, ma affascinante e sexy e chi più ne ha più ne metta. E l’interpretazione di Meloni è superlativa (già lo amavo in L&O SVU quindi per me è stato un doppio tuffo al cuore). Non ci sono molti video solo dedicati a lui perché si fa fatica a pensare a Keller senza collegarlo al suo compagno, Tobias Beecher. Una storia d’amore folle e malato, ma indimenticabile. Ve ne parlerei per ore, perché nonostante siano passati tantissimi anni, l’amore per questo personaggio è ancora vivo e forte come il primo giorno, ma questo post è già lungo abbastanza.

 

Si arriva poi al 2010 circa e a “White Collar”. E ci trovo Ross McCall. E lì scatta il delirio. Chi mi conosce sa che io impazzisco per quest’uomo esattamente dal primo momento in cui l’ho visto comparire nella sigla d’apertura del primo episodio di Band of Brothers e da allora è diventato il mio… non so cosa, ma qualcuno di tanto speciale per me. Quindi, quando l’ho visto in White Collar, ho iniziato a emettere ultrasuoni. E quando ho scoperto il nome del suo personaggio non ho potuto far altro che sorridere: Matthew Keller.

Non ho trovato un video solo suo, ma questo di Keller e Neal è bellissimo

 

Per concludere, secondo me qualcuno di voi si aspettava Colby Keller… E in effetti ce lo metto più che volentieri, ma lui l’ho scoperto solo dopo e beh, penso proprio fosse destino che uno che mi piaceva così tanto avesse come nome d’arte Keller!

 

Colby-Keller-Javier-Cortina-Photographer-Fotografo-Saint-George-2-big

Buona domenica e grazie di essere arrivati in fondo a questo lungo post!

By Erin

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2 comments

  • Antonella

    4 settembre 2016 at 12:31

    Sembra quasi che “Keller” abbia scelto te! ☺
    Io ho una difficoltà incredibile con i cognomi! Quando avevo pensato di usare uno pseudonimo per pubblicare (idea che poi ho scartato) mi sono affidata a uno di quei siti che generano nomi stranieri in base al proprio nome. Ricordo di aver cliccato quel “genera” una ventina di volte perché non mi piaceva neanche un cognome! Alla fine, feci un acronimo del mio nome per intero e mi piaceva abbastanza ma, come ho scritto, alla fine ho scartato l’idea… dopo tutto quel casino! Anche per i miei personaggi trovo difficoltà e spesso, se non mi servono per la storia, ci penso solo alla fine.

    1. Erin

      4 settembre 2016 at 20:13

      Hai ragione, penso sia andata un po’ così. È mio da sempre, diciamo <3
      Se posso dirlo, secondo me hai fatto bene a tenere il tuo nome. Oggi come oggi non cambia molto, se tanto comunque si sa che sei italiana, usare un nome straniero o tenere il proprio.

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