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Cronistoria di una storia 2.1 – La scheda personaggio e la coerenza

Dopo avervi mostrato le facce e detto come sono nati i nomi dei personaggi, oggi vorrei parlarvi di un passo essenziale – che io non compio nel modo corretto – nella creazione dei personaggi e soprattutto del “mantenimento della coerenza”.

E cioè la scheda personaggio.

Lo ammetto, la mia fa pena. Quando c’è. Tendo a memorizzare ogni cosa piuttosto che scriverla e compilare una vera e propria scheda, ma mi rendo conto di sbagliare, perché ho già abbastanza cose in mente e così facendo c’è il rischio di perdersi qualcosa per strada. Anche se, pignola come sono riguardo ai personaggi, ogni volta che li scrivo me li pianto bene nella mente, completi di ogni piccola sfumatura e dettaglio, li visualizzo chiaramente per evitare di incorrere in nel temuto OOC (Out of Character) e cioè fargli fare cose che non stanno né in cielo né in terra per come è stato presentato il personaggio sin dall’inizio, o fare errori come passare dal dire che ha gli occhi azzurri a dire che li ha verdi.

Però, ecco, stiamo parlando di pochi personaggi, quindi fino a questo momento me la sono cavata.

Pensate a Ken Follett quando ha scritto la Trilogia del Secolo. Si dice che avesse stilato ben sette pagine solo per i nomi dei personaggi. Non oso pensare a Martin…

Comunque, per uno scrittore, soprattutto quando si tratta di trame complesse, di personaggi che ricorrono in una serie, di personaggi numerosi, sarebbe utile compilare la scheda dei personaggi.

Si trovano spunti interessanti in rete, anche se potete crearvela tranquillamente anche in Excel, come in questo esempio

GN_003 (Fonte)

Oppure se ne trovano di davvero bene fatte, come queste su Pinterest

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(cliccate qui per altre schede)

O ancora, se qualcuna di voi utilizza Scrivener, c’è una sezione apposita dedicata alla costruzione dei personaggi. Io Scrivener l’ho comprato e ancora non sono riuscita a prenderci la mano, ma di certo è un software interessantissimo per gli scrittori.

Comunque sia, ciò che mi preme, quando scrivo, quello che secondo me è davvero importante, è che ogni personaggio resti fedele a se stesso. Che compia azioni sensate per il ruolo che ricopre all’interno della storia. Perché anche se si tratta di un “semplice” romance, secondo me un minimo di credibilità serve, non solo nel setting, ma anche nel modo in cui gli “attori” si muovono e interagiscono.

O, almeno, per me è importantissimo, e spero vivamente di esserci riuscita nelle mie storie.

large1Elias è un ragazzo complesso, un ragazzo che non solo non sa cosa sia l’amore, ma nemmeno l’affetto in generale. Ne ha solo vaghi ricordi. Quindi le reazioni che gli ho fatto avere nei confronti di Thomas erano tutte calibrate e tese a sottolineare la sua incapacità di interfacciarsi con qualcuno che, sì, voleva, ma non sapeva come gestire. Perché i sentimenti lui non li sa gestire, e non fa nemmeno finta che sia così. Perché non è da lui.

70405_dzherard-batler_or_gerard-butler_1600x1200_(www.GdeFon.ru)E Thomas. Non c’era modo di separare Thomas dal suo dolore per la perdita del compagno, dai suoi attacchi di panico e dal suo timore di non riuscire a gestire un’altra relazione, o a sopportare un’altra perdita, perché tutte quelle cose lo rendono l’uomo che è. E trovarsi attratto da un ragazzo che è l’opposto di tutto ciò che è lui lo manda in confusione.

Se dopo il primo incontro avessi fatto comportare Elias come un ragazzo qualunque, puntando subito sul lato romantico (che a mio avviso c’è comunque, nelle piccole cose), avrei perso il personaggio, l’avrei reso poco credibile. E lo stesso vale per Thomas.

Secondo me non si può parlare di un background così sofferto e poi in poche pagine risolvere i conflitti interiori. Forse il romance questo lo permette e forse ai lettori piace, ma mi sarebbe sembrato di non essere onesta verso la mia storia e verso i miei personaggi. Mi sarebbe sembrato di “sprecarli” un po’, se mi passate il termine. Erano due personaggi che dovevano scontrasi più volte per incontrarsi. Dovevano andare per gradi. Più loro di qualunque altro personaggio che io abbia scritto fino a questo momento.

Voi cosa ne pensate? Siete lettrici impazienti di giungere al momento “rosa” o vi va bene anche cuocere a fuoco lento? 😀

Per voi è più importante la storia o che nel libro ci siano dei bei personaggi? (sono consapevole che siano entrambi importantissimi e fattori ugualmente necessari alla riuscita di un libro, ma è un dato di fatto che c’è chi si focalizza più sulla trama e chi invece preferisce che i personaggi “escano” dalle pagine).

 

Alla prossima!

 

 

 

By Erin

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5 comments

  • Claudia

    12 agosto 2016 at 11:16

    Mi è piaciuta molto questa frase:
    “Secondo me non si può parlare di un background così sofferto e poi in poche pagine risolvere i conflitti interiori.” È, purtroppo, un difetto che riscontro in molti romance. Troppe premesse, troppi problemi, conflitti e poi tutto si risolve in un secondo, quasi uno dei due, o entrambi, avessero la bacchetta magica risolvi-guai.
    Riguardo alla tua domanda credo che i due fattori – personaggi e storia – non possano prescindere l’uno dall’altro. Se hai dei personaggi interessanti e ben costruiti, avrai anche una bella storia. E sono anche molto d’accordo con la tua affermazione riguardo all’imperativo della coerenza. Ognuno deve agire rispettando ciò che è ed è diventato. Deve, usando le tue parole, ‘restare fedele a se stesso’.
    Le schede personaggio sono interessanti, ho visto molti schizzi di autori sui social, ma pensavo che servissero più all’inizio per delineare il personaggio e poi venissero abbandonate una volta chiaro come dovesse essere; però sì, nella prospettiva di saghe interminabili con millanta personaggi, capisco come possa diventare uno strumento indispensabile.

    1. Erin

      12 agosto 2016 at 14:21

      Grazie. Sono davvero convinta di quella frase. Certo, poi per esigenze di storia capisco che non ci si possa dilungare a dismisura per arrivare al momento della risoluzione dei conflitti, però secondo me è altrettanto importante stare attenti a non dargli troppo poco spazio.
      Io con le schede sono negata, invece è proprio qualcosa che dovrei imparare a fare, e fare bene. Ci sono autori che ci si dedicano con una precisione e una pazienza che a me decisamente mancano. O forse faccio troppo affidamento sulla memoria… e non è un bene! 😀
      Come vedi la tua idea mi sta dando un sacco di spunti. Grazie di tutto!

      1. Claudia

        15 agosto 2016 at 22:34

        E di che? Sono io che sto imparando un sacco di cose nuove o su cui non avevo mai riflettuto 🙂 <3

  • Antonella

    12 agosto 2016 at 12:46

    Ciao cara! Io non faccio vere e proprie schede personaggi, ma scrivo appunti sulla mia agendina. Però mi piace pensare ad ogni aspetto di tutti i personaggi! Lavoro, hobby, compleanno… di tutto, anche se nella storia non verranno menzionati. Conservo la mia agenda come una reliquia 😀
    Per quanto riguarda trama e personaggi, questi ultimi devono essere sicuramente interessanti, ma una volta è capitato che il protagonista di un libro non mi piacesse per niente ma la trama mi intrigava.
    Al prossimo post!

    1. Erin

      12 agosto 2016 at 14:23

      Ciao Antonella!
      E fai bene (anche il compleanno… che cosa carina!) Le agendine sono preziose. Io le adoro – come adoro ogni cosa di cancelleria – peccato che le compri e poi non le usi!

      Grazie del commento! <3

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